Ashleigh Flynn
"American Dream is true blue Americana" [PASTE Magazine]
“American Dream” di Ashleigh Flynn è “true blue americana”; l’ultimo album della cantautrice texana mette le cose in chiaro: Ashleigh è dotata di una voce, naturale e ricca di soul, che la colloca immediatamente tra i nomi di rango nel panorama dei cantautori americani.
Ashleigh Flynn grazie al successo di “American Dream”, il suo quarto disco, è ormai collocata tra le più interessanti songwriter della scena statunitense nel genere “Americana”, quel mix di folk, rock e ballate dal sapore country che è il cuore pulsante della buona musica made in USA.
Di evidenti origini irlandesi, nata in Texas, patria di grandi cantautori come Willie Nelson, cresciuta in Kentucky (la terra del bluegrass) e stabilitasi da qualche anno a Portland, Oregon (la città con più librerie d’America), Ashleigh Flynn porta con sè tutte le meravigliose influenze musicali e culturali di queste terre. Ashleigh è dotata di una splendida voce, canta con l’anima e scrive brani di spessore, spaziando tra ballad notevoli, brani rock e scatenati bluegrass, con una vena pop che la sta aiutando a raggiungere i favori di un pubblico sempre più vasto; per chi poi ha la fortuna di assistere a un suo concerto l’effetto assicurato è di amore a prima vista.
Nell’ultimo anno Ashleigh Flynn ha intensificato molto la sua attività live, suonando nei maggiori festival USA, (partecipò anche al Bonnaroo Music Festival nel concerto che segnò il ritorno sulle scene dei Police) e facendo concerti ai quattro angoli dell’America, da San Francisco all’Arizona, dal Kentucky a New York; ultimamente sta condividendo molto spesso il palco con Todd Snider e Nancy Griffith (incluso il leggendario radio show Mountain Stage, che ha ospitato nello stesso periodo anche Ryan Adams), che di lei dicono un gran bene.
Ad accompagnarla, come in tutti i precedenti tour italiani, Luca Crippa alla lap steel e alle chitarre slide e l’ottimo chitarrista Ruben Minuto, per il quale valgono le parole della stessa Ashleigh: “Ruben shines when he plays bluegrass”.
QUOTES
“One of my favorite people to perform with and hang out with is Ashleigh Flynn from Oregon. I think her lyrics are smart, she’s got a voice full of soul and she knows how to handle a crowd“ Todd Snider - songwriter
"Her latest release makes it clear that she's got the natural vocal soulfulness separating the contenders from the pretenders... [Flynn's] American Dream is true blue Americana." - PASTE Magazine, May 2008
"Possessing vocals graced with otherworldy clarity, it's tempting to call Ashleigh Flynn Americana's answer to Norah Jones. That comparison, however, hardly describes Flynn's genuinely compelling storytelling." Performing Songwriter
"I haven't been knocked out by a female songwriter like this since I first encountered a young Patty Griffin or Nanci Griffith." Jambase, 2008 High Sierra Review
Ashleigh Flynn è davvero una delle migliori sorprese in fatto di cantautorato al femminile di questa stagione. Autrice capace di mediare perfettamente fra gli echi di un suono Americana, purissimo e generalmente acustico, e qualche dolce tentazione pop rock che trasforma il suo quarto lavoro, American Dream, nel disco della possibile affermazione" Rootshighway
"American Dream è il miglior disco di Ashleigh Flynn, pieno di anima e di belle canzoni, suonato con il cuore e cantato in modo passionale" Carù Dischi
"Laddove l’American Dream è rimasto appunto un sogno. Da questo punto prende ispirazione il nuovo lavoro di Ashleigh Flynn ... La vita di ogni giorno della gente comune in lotta sulle strade delle loro vite, con quel sogno svanito da perseguire ancora, per dare al futuro una nuova speranza. Un buon disco da ascoltare con piacere ed attenzione, in quanto I testi celano la poesia di chi sa come usare la penna. The Seventh Sea purifica i sensi come un cielo di settembre" Buscadero Magazine
“American Dream è un disco di quelli che lasciano il segno, la dolce e avvenente Flynn ci propone un songwriting di grande classe, affronta il genere americana con il piglio dell’artista matura e completa, capace di coniugare country, old time music, folk, rock e corroborando il tutto con misurate iniezioni di pop. Un nome su cui contare per il futuro, un disco caldamente consigliato, da porre sullo scaffale vicino ai lavori di Patty Griffin e Gillian Welch” – Mescalina
web sites:
recensioni italiane:
http://www.mescalina.it/home-page.php * http://www.rootshighway.it/archivio/2008/flynn.htm
Recensione su Mescalina del luglio 2009:
ASHLEIGH FLYNN
American Dream
Home Perm Records 2008
American Dream
Home Perm Records 2008
Articolo di: Gianni Zuretti Del 12/08/2009
Recuperiamo, tra i dischi imperdonabilmente sfuggiti nel 2008, America Dream, quarto disco della cantautrice Ashleigh Flynn, originaria del Kentucky ma basata a Portland (la città dell’Oregon è animata da una scena musicale sempre più intrigante), lo facciamo in occasione di un suo mini tour che la porterà di nuove dalle nostre parti a fine agosto. American Dream, dovrebbe finalmente elevarla all’attenzione del grande pubblico, infatti, il lavoro è di quelli che lasciano il segno, la dolce e avvenente Flynn ci propone un songwriting di grande classe, affronta il genere americana con il piglio dell’artista matura e completa, capace di coniugare country, old time music, folk, rock e corroborando il tutto con misurate iniezioni di pop. Con lei collaborano importanti artisti della zona, su tutti Chris Funk (The Decemberists), Phil Baker (Pink Martini), oltre ad un manipolo di musicisti di valore provenienti dal bluegrass. Il disco contiene almeno tre potenziali hit ´Phoenix´, ´Evangeline´ e ´Mystery´ che, se passati per radio, farebbero partire il passaparola tipico dei successi originati dal basso; un brano killer come ´Mystery´ grazie alla freschezza di scrittura, ad un ritornello accattivante e una strumentazione arricchita da tromba ed organo, farebbe la gioia di qualsiasi DJ e del suo pubblico. Quanto affermato sin qui non vi deve far pensare ad un lavoro ´leggero´, la Flynn è ispirata come non mai la sua voce è ora aperta e radiosa come nella splendida ´The 7th sea´, forse il brano più accattivante del lotto, oppure nella delicata ´American Dream´, ora fumée, come il famoso bourbon del Kentucky e carica di atmosfere color seppia, si ascoltino piccoli gioielli quali ´Dressed & Ready´, ´Hazard County´ e ´Isaac on 3rd and Burnside´. C’è posto anche per il blues nella trascinante ´Last Chance Saloon´, un pezzo che rileva le abilità vocali di Ashleigh e la qualità eccelsa degli strumentisti. Per chi, come il sottoscritto, ha avuto il piacere di conoscerla in tour lo scorso anno non sarà difficile innamorarsi del cerbiatto di Portland! Un nome su cui contare per il futuro, un disco caldamente consigliato, da porre sullo scaffale vicino ai lavori di Patty Griffin e Gillian Welch.
Recuperiamo, tra i dischi imperdonabilmente sfuggiti nel 2008, America Dream, quarto disco della cantautrice Ashleigh Flynn, originaria del Kentucky ma basata a Portland (la città dell’Oregon è animata da una scena musicale sempre più intrigante), lo facciamo in occasione di un suo mini tour che la porterà di nuove dalle nostre parti a fine agosto. American Dream, dovrebbe finalmente elevarla all’attenzione del grande pubblico, infatti, il lavoro è di quelli che lasciano il segno, la dolce e avvenente Flynn ci propone un songwriting di grande classe, affronta il genere americana con il piglio dell’artista matura e completa, capace di coniugare country, old time music, folk, rock e corroborando il tutto con misurate iniezioni di pop. Con lei collaborano importanti artisti della zona, su tutti Chris Funk (The Decemberists), Phil Baker (Pink Martini), oltre ad un manipolo di musicisti di valore provenienti dal bluegrass. Il disco contiene almeno tre potenziali hit ´Phoenix´, ´Evangeline´ e ´Mystery´ che, se passati per radio, farebbero partire il passaparola tipico dei successi originati dal basso; un brano killer come ´Mystery´ grazie alla freschezza di scrittura, ad un ritornello accattivante e una strumentazione arricchita da tromba ed organo, farebbe la gioia di qualsiasi DJ e del suo pubblico. Quanto affermato sin qui non vi deve far pensare ad un lavoro ´leggero´, la Flynn è ispirata come non mai la sua voce è ora aperta e radiosa come nella splendida ´The 7th sea´, forse il brano più accattivante del lotto, oppure nella delicata ´American Dream´, ora fumée, come il famoso bourbon del Kentucky e carica di atmosfere color seppia, si ascoltino piccoli gioielli quali ´Dressed & Ready´, ´Hazard County´ e ´Isaac on 3rd and Burnside´. C’è posto anche per il blues nella trascinante ´Last Chance Saloon´, un pezzo che rileva le abilità vocali di Ashleigh e la qualità eccelsa degli strumentisti. Per chi, come il sottoscritto, ha avuto il piacere di conoscerla in tour lo scorso anno non sarà difficile innamorarsi del cerbiatto di Portland! Un nome su cui contare per il futuro, un disco caldamente consigliato, da porre sullo scaffale vicino ai lavori di Patty Griffin e Gillian Welch.
Recensione su Rootshighway dell'ottobre 2009:
Ashleigh Flynn
American Dream
[Home Perm records 2008]



Voce delicatamente soulful - con quelle sfumature che hanno già fatto sprecare paragoni, in verità fuorvianti, con la ben più famosa collega Norah Jones - Ashleigh Flynn è davvero una delle migliori sorprese in fatto di cantautorato al femminile di questa stagione. Autrice capace di mediare perfettamente fra gli echi di un suono Americana, purissimo e generalmente acustico, e qualche dolce tentazione pop rock che trasforma il suo quarto lavoro, American Dream, nel disco della possibile affermazione. Ci sono tutte le credenziali per farsi largo fra le varie Kathleen Edwards, Tift Merritt, Angela Desveaux, chanteuse e folksinger che stanno ridando linfa vitale all'intero movimento, badando ad un songwriting di sostanza che sappia dosare melodia e tradizione. American Dream è un disco dalla trama avvolgente, innanzi tutto per i colori autunnali, tenui delle sue ballate, scegliendo coraggiosamente di aprire le danze con Dressed & Ready, una slow song tutta d'atmosfera giocata sul wurlitzer del collaboratore Jim Brumberg (anche basso, banjo e chitarra, nonché produttore del disco con la stessa Ashleigh).
Insolita soluzione, ma dimostrazione del coraggio e del peso specifico di questa autrice, originaria del Kentucky ed oggi gravitante attorno alla vivace scena di Portland, dove ha raccolto alcuni degli interessanti musicisti coinvolti nel progetto, dalla batteria di Greg Williams (già con Sheryl Crow) alle chitarre di Chris Funk (Decemberists), passando per la splendida pedal steel di Paul Brainerd. È quest'ultimo, con il dobro del citato Funk, a spruzzare di aromi rurali The Seventh Sea, primo segnale delle radici southern di Ashleigh, poi evocate sottilmente nella stessa American Dream, nel finale coricata fra le macerie di New Orleans, con la tromba di David Jorgensen.
Gli episodi in cui la matrice rootsy del suono della Flynn esce palesemente allo scoperto sono anche quelli che la affiancano decisamente al grande fiume Americana: la vivace Knock on Wood dai riflessi old time (con il fiddle di Annalisa Tornfield) e la gemella Last Chance Saloon, altro tour de force per il dobro di Funk. Ciò che fa compiere tuttavia un salto di qualità all'intero American Dream sono proprio quei tentativi di sconfinamento nei territori di una ballata più elegante e nobilmente pop, prendendo il termine nel senso più ampio. È peraltro innegabile che Phoenix, l'ancora più esplicita Mystery, con il suo gioco di organo e tromba, ed infine la rock song scalpitante Evangeline costituiscano il volto più armonioso di Ashleigh Flynn, terreno fertile per esaltare anche le sue liriche molto personali, divise fra uno spiccato intimismo ed una attenzione perticolare per i dattagli dell'animo umano. Giunti alla conclusione di Isaac and 3rd and Burnside, altra carezza folk rock, i conti tornano tutti, ponendo il nome di Ashleigh Flynn fra le carte vincenti.
(Fabio Cerbone)
American Dream
[Home Perm records 2008]
Voce delicatamente soulful - con quelle sfumature che hanno già fatto sprecare paragoni, in verità fuorvianti, con la ben più famosa collega Norah Jones - Ashleigh Flynn è davvero una delle migliori sorprese in fatto di cantautorato al femminile di questa stagione. Autrice capace di mediare perfettamente fra gli echi di un suono Americana, purissimo e generalmente acustico, e qualche dolce tentazione pop rock che trasforma il suo quarto lavoro, American Dream, nel disco della possibile affermazione. Ci sono tutte le credenziali per farsi largo fra le varie Kathleen Edwards, Tift Merritt, Angela Desveaux, chanteuse e folksinger che stanno ridando linfa vitale all'intero movimento, badando ad un songwriting di sostanza che sappia dosare melodia e tradizione. American Dream è un disco dalla trama avvolgente, innanzi tutto per i colori autunnali, tenui delle sue ballate, scegliendo coraggiosamente di aprire le danze con Dressed & Ready, una slow song tutta d'atmosfera giocata sul wurlitzer del collaboratore Jim Brumberg (anche basso, banjo e chitarra, nonché produttore del disco con la stessa Ashleigh).
Insolita soluzione, ma dimostrazione del coraggio e del peso specifico di questa autrice, originaria del Kentucky ed oggi gravitante attorno alla vivace scena di Portland, dove ha raccolto alcuni degli interessanti musicisti coinvolti nel progetto, dalla batteria di Greg Williams (già con Sheryl Crow) alle chitarre di Chris Funk (Decemberists), passando per la splendida pedal steel di Paul Brainerd. È quest'ultimo, con il dobro del citato Funk, a spruzzare di aromi rurali The Seventh Sea, primo segnale delle radici southern di Ashleigh, poi evocate sottilmente nella stessa American Dream, nel finale coricata fra le macerie di New Orleans, con la tromba di David Jorgensen.
Gli episodi in cui la matrice rootsy del suono della Flynn esce palesemente allo scoperto sono anche quelli che la affiancano decisamente al grande fiume Americana: la vivace Knock on Wood dai riflessi old time (con il fiddle di Annalisa Tornfield) e la gemella Last Chance Saloon, altro tour de force per il dobro di Funk. Ciò che fa compiere tuttavia un salto di qualità all'intero American Dream sono proprio quei tentativi di sconfinamento nei territori di una ballata più elegante e nobilmente pop, prendendo il termine nel senso più ampio. È peraltro innegabile che Phoenix, l'ancora più esplicita Mystery, con il suo gioco di organo e tromba, ed infine la rock song scalpitante Evangeline costituiscano il volto più armonioso di Ashleigh Flynn, terreno fertile per esaltare anche le sue liriche molto personali, divise fra uno spiccato intimismo ed una attenzione perticolare per i dattagli dell'animo umano. Giunti alla conclusione di Isaac and 3rd and Burnside, altra carezza folk rock, i conti tornano tutti, ponendo il nome di Ashleigh Flynn fra le carte vincenti.
(Fabio Cerbone)
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Ashleigh Flynn (Americana Singer-Songwriter from Portland, Oregon)
Ashleigh Flynn with No Rolling Back - Devil's Pass
Ashleigh Flynn with No Rolling Back - Mournful Serenade
Ashleigh Flynn plays Will The Circle Be Unbroken
Ashleigh Flynn - Knock On Wood
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CURTIS LOEW
Music Promotion